Veronica, si chiama come me, prendeva in giro Davidino, così chiamava il suo bulldog, abbracciandolo gli chiedeva se sarebbe riuscito a mangiare un altro panettone con lei. Davidino era anziano, aveva avuto una convivenza meravigliosa con Veronica, un bullo di una sensibilità unica, riusciva ad andar d’accordo con tutti, lui non badava all’età, al sesso, o alla specie, lui era integrato con ogni tipo di essere vivente. 

Veronica amava terribilmente quel cane, a tal punto che per ricambiarlo di tutto l’amore che lui le aveva donato, decise un giorno di fargli una promessa importante.

La promessa:

“Davide quando non ci sarai più voglio accogliere un invisibile, un cane che non abbia mai visto la felicità, il più anziano che esiste, voglio farlo per ringraziarti di tutto l’amore che mi hai dato…”

Davidino sembrava aver capito quella promessa, perché si sedette col suo sederone sui piedi di Veronica.

La separazione… 

Anche se si ha la consapevolezza che prima o poi ci si deve separare, quando arriva quel momento, tutto ciò per cui eri convinto, tutte le frasi fatte, tutte le regole, il “così è la vita”, “vedrai che poi starà meglio”, sparisce tutto. Vieni proiettato in qualcosa di troppo grande e doloroso da affrontare, qualcosa che ti strappa il cuore in mille pezzi, senti dolore, un dolore che ti fa mancare il respiro, nulla ti far stare bene, solo il passare del tempo. Il dolore lo si deve accogliere e sopportare, fino a non poterne più. Fino a che non ti sfinisce, solo allora ricominci piano piano a vivere e a donare. La morte di un cane è un vero e proprio lutto che va elaborato, molti ancora non lo hanno superato anche a distanza di tanti anni, molti altri ci riescono, perché si buttano su un altro cane, è quello che ha fatto Veronica.

Tra le lacrime abbracciava il suo Davidino, ormai lontano dal suo corpo, tra le lacrime sussurrava a lui parole dolci, tra le lacrime gli diceva:

“Ora la mamma ti lascia andare Davidino, ora la mamma è pronta. Manteniamo la nostra promessa!”

Il forno crematorio si stava già scaldando e due ore dopo Veronica portò via le sue ceneri.

Suo figlio parlava con Davidino come se lui fosse ancora lì, io dico sempre che animali e bambini vivono qualcosa di magico, un mondo che a noi esseri umani non è permesso di entrare.

E’ il periodo di Natale 2017

Sono tutti a letto, tranne Veronica, aspettava di rimanere sola, aveva trattenuto tutto il dolore, un dolore che finalmente riuscì a liberare come un fiume in piena. Aveva ancora la vista colma di lacrime, quando decise in un gruppo qualsiasi di adozioni di cani meticci e anziani di pubblicare il suo primo ed unico post.

“Chiedo cortesemente di condividere: cerco un cane anziano, molto anziano, per donar lui/lei il tempo che gli resta sereno e agiato. Possibilmente abituato in casa. Necessaria compatibilità con bambini e altri cani, tutte femmine e con gatti. Non mi spaventano patologie, neanche se gravi. Grazie!”

Il post ebbe centinaia di offerte e condivisioni. A Veronica le si aprì un mondo enorme fatto di ogni tipo di cane, tripodi, piccoli di razza, meticci, grandi, erano una marea, ma fu Laika a scegliere Veronica. Era una delle prime foto che vide, una cagnolina meticcia di 15 anni, aveva salvato la foto, l’aveva “agganciata” e chi ne sa qualcosa quando c’è l’aggancio, c’è la magia. 

Il rovescio della medaglia.

Veronica è una delle poche allevatrici etiche che io conosca, qualcuno lo scoprì immediatamente e non esitò ad insultarla brutalmente sul gruppo. Già il grosso dolore della perdita appena subita, poi una cattiveria inaudita si accanì su di lei da un fanatismo deleterio.  Quello che sembrava una promessa facile da mantenere, stava diventando per Veronica, un incubo, un incubo amplificato dal dolore della perdita appena subita del suo Davidino.

Veronica era stremata dalla cattiveria e da una ferita troppo fresca di un lutto. Quella che sembrò un’adozione impossibile, il giorno di Natale arrivo come il più bel regalo che avesse mai ricevuto, in quel regalo probabilmente c’era la zampa di Davidino.

Veronica abbracciò Laika, come se la conoscesse da sempre, come se l’avesse aspettata da sempre, tra le lacrime liberatorie se la teneva stretta durante il viaggio della sua libertà, una libertà che questa cagnolina di 15 anni (in foto) non aveva mai conosciuto.

 

Veronica Cucco

 

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