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NATALE – GIUSEPPE UNGARETTI e la poesia dei bulldog

Questa poesia di Giuseppe Ungaretti sembra scritta apposta per i bulldog.

I bulldog inglesi sono dei lord pigri di natura, quindi non prendeteli se avete voglia di fare i pazzi con loro, oppure sappiate che hanno, da adulti, cinque minuti di autonomia.

NATALE

Non ho vogliadi tuffarmi
in un gomitolo
di strade

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata
Qui
non si sente
altro
che il caldo buono
Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare.

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FILASTROCCA DELLA LINGUA

La lingua del bulldog da tanti bacini,
allegra saltella e bacia i piccini,
si sveglia bagnata, è sempre affamata,
golosa festeggia la pappa arrivata.

E’ lunga, è rosa, è sempre gioiosa,
ama girare e toccare ogni cosa.

Curiosa la vedi è sempre in vedetta,
esce fuori ed è sempre perfetta.

La lingua del bulldog esprime magia,
avvicina la faccia e falla uscir via.

Veronica Cucco

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DEDICATO AL MIO BULLO

Giacomino Giacomino anche oggi hai corso come un bambino!

Ti sei stancato, accaldato e assetato,

sei tornato e ti sei sdraiato per riprendere fiato.

Ora dormi, russi e sogni dopo aver fatto tutti i bisogni.

Buona notte Giacomino,

usa pure il mio cuscino.

Veronica Cucco

 

 

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CHISSA’

Chissà cosa fai quando non ci sono

Chissà se dormi o mi aspetti dietro la porta accucciato sul tappeto

Chissà se pensi che ti abbia abbandonato

Chissà se provi a mangiare

Chissà se ti annoi

Chissà quanto sei triste

Hai scavato tra le coperte per trovare il mio odore, sono ancora caldi il cuscino e le lenzuola.

Chissà forse volevi in qualche modo avermi vicino.

Chissà se potrai mai perdonarmi per questo breve distacco.

Dalle tue feste penso proprio che per te non esiste odio, ma solo un grande cuore che soffre se mi allontano da te.

Veronica Cucco

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