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Poesia per un bullgenitore che ha perso il suo bullo <3

Non voglio piangere la tua scomparsa,

perché tu sei il primo essere che mi hai insegnato a sorridere.

Non voglio pensare che il nostro rapporto sia finito per sempre,

perché so che tu sei e sarai eterno.

Voglio credere che la morte sia solo un breve passaggio,

perché sono convinto che mi aspetterai di là e non vedrai l’ora di incontrarmi e di farmi le feste.

Fa male questo momento, perché mi manchi come l’aria e le mie lacrime sono un fiume in piena senza fine,

ma ho bisogno di imparare da te,

non ti ho mai visto triste,

non ti ho mai visto piangere,

non ti ho mai visto arrabbiato. Hai mostrato sempre la tua forza e io non voglio essere debole.

Mi manca la tua ombra, il tuo russare, le tue rughe, la tua goffaggine, ma so che prima o poi ti rivedrò.

Sei stato il mio vero compagno di avventure, di giochi e ora chissà dove sei, forse vicino a me, come sempre e voglio pensarti vicino a me.

Ti prometto che smetterò di piangere, perché non meriti la mia sofferenza, ti prometto che tornerò a sorridere, perché non meriti la mia tristezza.

Accetterò tutto questo dolore perché voglio buttarlo via e sperare di lasciar spazio ai miei ricordi, quelli più belli vissuti con te.

Veronica Cucco

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Se avete un bulldog scordatevi i comandi

Col bulldog non solo ci si parla, ma ci si fanno discorsi interi, è vero o no?

Io con i miei strillacci, prediche, parole dolci. Ho sempre detto che il bulldog è come un bambino che non crescerà mai, il bulldog è anarchico, i miei anche insurrezionali. Oggi Giacomo mi ha fatto capire che era ora di lavare le coperte e lui che non fa mai la pipì in casa, le ha bagnate tutte. Ora avete presente quando la maestra vi faceva la predica da piccolini e voi rimanevate con la testa bassa e qualcuno alla fine scoppiava a piangere? I bulldog sono così, gli fai la predica che la pipì non la devono fare in casa e loro che fanno? Capiscono tutto, li vedi che tremano, con la testa bassa, fiji de ‘na bona donna. Il bulldog è un cane che scende a compromessi, se decide di voler qualcosa si incazza, Frank è uno di quelli, comincia ad abbaiare, a saltarti addosso, ma supponiamo che quella cosa ancora non puoi dargliela, che so la pappa, il gioco, perché ha appena mangiato, allora lo devi distrarre con parole e gesti, lui capisce cinque secondi esatti ti asseconda e poi ricomincia. Testardi come i muli. Tutti i cani di casa addomesticati dai padroni hanno dei comandi precisi: “A CUCCIA!” li vedi sedersi delicatamente bravi, precisi. I bulli? Seduto! Mi raccomando non alzate la voce che si indispettiscono e si offendono, lo sapete quanto sono permalosi, funziona? Col biscottino in mano sempre, “niente biscottino, niente seduto mamma tu attaccare al tram!” Ci fosse una cosa che fanno per farti felice, non assecondano nulla di quello che gli chiedi. Un altro comando per i cani “vieni”, noi con i bulldog: “tesoruccio della mamma andiamo a fare una passeggiatina?” Non vi dimenticate la voce cretina. 

Prendi Giacomo, adora uscire di casa, lo capisce da come mi comporto i primi tre secondi, inizia ad aspettare perché noi donne abbiamo tempi lunghissimi, un passo io un passo lui e si siede poi comincia a farsi delle domande, lo capisci perché sculetta e saltella, ma ancora non tanto. Arriva il momento fatidico, se non dico nulla torno a casa e trovo dispetti di ogni tipo, letto tutto per aria, Frank che me la fa ad ogni angolo, io ho due mocio che uso entrambi sempre. Giacomo che si gratta fino a farsi male. Devo fare la predica anche con la voce carina: “mi raccomando mamma torna subito, fate i bravi, mi raccomando”. Loro si mettono fermi seduti e aspettano. Viceversa se decido di portarli con me fanno i pazzi, saltano, piroettano. Oggi per esempio oltre ad essermi arrabbiata per la pipì, non sono riuscita a far uscire il pigrone, quando gli pare di Giacomo, perché pioveva e faceva freddo, a nulla sono valse le mie parole, ma io ci parlo come se fosse una persona, se mi dovessero rinchiudere in manicomio ora sapete il perché.

Perché sicuramente la mia vicina sente tutti i discorsi che io faccio con loro, tanto sono discorsi, che se anche capiscono perfettamente perché lo si vede dalle loro espressioni uniche del loro genere, i buldog faranno sempre quel che cazzo pare a loro. Io li amo per questo.

W I BULLDOG

Veronica Cucco

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NATALE – GIUSEPPE UNGARETTI e la poesia dei bulldog

Questa poesia di Giuseppe Ungaretti sembra scritta apposta per i bulldog.

I bulldog inglesi sono dei lord pigri di natura, quindi non prendeteli se avete voglia di fare i pazzi con loro, oppure sappiate che hanno, da adulti, cinque minuti di autonomia.

NATALE

Non ho vogliadi tuffarmi
in un gomitolo
di strade

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata
Qui
non si sente
altro
che il caldo buono
Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare.

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FILASTROCCA DELLA LINGUA

La lingua del bulldog da tanti bacini,
allegra saltella e bacia i piccini,
si sveglia bagnata, è sempre affamata,
golosa festeggia la pappa arrivata.

E’ lunga, è rosa, è sempre gioiosa,
ama girare e toccare ogni cosa.

Curiosa la vedi è sempre in vedetta,
esce fuori ed è sempre perfetta.

La lingua del bulldog esprime magia,
avvicina la faccia e falla uscir via.

Veronica Cucco

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DEDICATO AL MIO BULLO

Giacomino Giacomino anche oggi hai corso come un bambino!

Ti sei stancato, accaldato e assetato,

sei tornato e ti sei sdraiato per riprendere fiato.

Ora dormi, russi e sogni dopo aver fatto tutti i bisogni.

Buona notte Giacomino,

usa pure il mio cuscino.

Veronica Cucco

 

 

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