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Il bulldog conquista pure i più schifati

Oggi parliamo di tutti quei figli che hanno imposto ai loro genitori un bulldog… già ridete eh? Beh io vi immagino quanto vi siete prostituiti per mettere un bulldog dentro casa. All’inizio questo sogno ve lo tenevate solo per voi, perché prima bisognava preparare il terreno fertile, i genitori giocano un ruolo importante in casa, sono quelli che badano al bullo quando voi non ci siete, non solo devono imparare ad accoglierlo, ma dovranno poi essere in grado di soddisfare tutte le loro esigenze.

Preparare il terreno fertile vuol dire apparire il miglior figlio che si possa avere:

“A ma che te serve? Devo uscì hai bisogno de qualcosa?”

Tua madre ormai abituata a far tutto da sola, si sorprende delle tue parole, a tal punto che esclama:

“Che droga piji? Fija mia nun me fa preoccupà, che so tutti sti arruffianamenti?”

Tua madre non è stupida, ti ha cresciuta lei e ha già capito che qualcosa bolle in pentola. I giorni passano e durante quei giorni cominci a mettere foto di bulldog sullo schermo del telefonino, video che mostri al genitore che comanda di meno, tuo padre, ti serve un complice in casa, insomma ti lavori a lungo questi due anziani che nella loro vita non hanno mai avuto un animale, mai! Inizi con la prima proposta, per sondare il terreno:

“A ma, quest’anno me vojo fa un regalo strano, un chihuahua!”

“E che è? Oh io dai cinesi non ce vengo!”

“A ma er chihuahua è un cane piccolo piccolo!”

“Si così te frullo dalla finestra a te e ar cane!”

Niente il muro è insormontabile, cominci a studiare tutti i difetti dei tuoi genitori su cui poter far leva, ma prima devi portare il cucciolo a casa, dopo mesi di preparazione e ricerca eccotelo finalmente che arriva! Tu sei convinta che ti odieranno talmente tanto all’inizio che non vi parlerete per giorni, soffrirai i musi lunghi, ma sai che quell’ammasso di ciccia pelosa che sta per entrare li conquisterà uno ad uno fino a farli morire di gelosia o del “guai a chi me lo tocca”.

Purtroppo averglielo chiesto non è valso a nulla, il bulldog si impone per poterlo conoscere meglio ed imparare ad accettarlo.

Prima dell’arrivo in casa, hai già nascosto tutte le sue cose nuove, anche il cuscino con la cuccia, camera tua è un campo minato, guai a chi entra, la camera è pulitissima, non deve toccare niente nessuno altrimenti scoprono tutto. Trattieni una gioia immane in casa è dura far finta di nulla.

Aspetti il giorno in cui sono fuori un paio d’ore per andarlo a prendere e farglielo trovare in casa. Le morse allo stomaco, le mani fredde, la tensione a mille: “oddio stavolta c’ammazzano Ettore!”

Le chiavi nella serratura, eccoli stanno entrando, segno della croce, il bulldog bisogna imporlo per capirlo, altrimenti non si decide mai di prenderlo.

Apre la porta, buste della spesa che cadono a rallentatore a terra con la borsa e tutte le cose dentro che escono, il tuo istinto è lasciare il cucciolo in terra e cercare di spiegare in cinque secondi tutto quello che tua mamma con le mani nei capelli sta cercando di capire cosa hai portato in casa:

“Ma che è sto coso?”

Silenzio, tuo padre inizia a ridere non si sa perché, forse per la lite tra te e tua mamma che sta per scoppiare, o forse è attratto da Ettore, speriamo!

“Te che te ridi?”

“Oh è buffo, ma è un cane?”

Finalmente tuo padre ti regala una parola di conforto quasi tra le lacrime rispondi:

“Si papà è un bulldogghe inglese!”

Tua madre deve ancora urlare, ma tu cerchi di aiutarla e di distrarla con ogni mezzo:

“A ma aspetta, te prego non urlà che sono molto sensibili, famme una cortesia, te prego ascortame, damme quarche giorno de tempo, se proprio non lo sopporti, me so accordata co l’allevatrice che glielo ridò indietro, massimo cinque giorni, non te chiedo altro!”

Bene arrabbiatissima, ma sei riuscita a scendere ad un compromesso, tua madre è convinta che tra cinque giorni quell’ammasso di peli se ne va da casa, tu in quei cinque giorni dovrai aprire un mondo e una prospettiva meravigliosa ai tuoi genitori, presentando al meglio il bulldog, ma lui, il nostro eroe Ettore ha già capito tutto e indovinate a chi va a rompere il cazzo? A tua mamma! Inizia con i lacci delle scarpe, corre davanti ai suoi occhi per poi cadere come una pera cotta, la donna dura tutta d’un pezzo comincia con la bocca serrata a muovere le labbra cercando di soffocare una risata, niente il nostro Ettore ce la sta mettendo tutta, riesce perfino ad addormentarsi sulle scarpe di tua mamma, forse ha già capito anche lui che la mamma è il capobranco. Tuo padre non proferisce parola, si gode con lo sguardo il cucciolo, cerca di chiamarlo, ma non lo caga. Ettore fa passi da gigante, non abbaia, è educato, bussano alla porta e lui si fa sentire. Tua mamma capisce che un cane potrebbe farla stare più sicura in casa, visto che ormai sono diventati anziani, ma questo pensiero se lo tiene per se, è ancora convinta che tra qualche giorno uscirà di casa per sempre…

Era rimasta in silenzio per cinque giorni e tu sei pronta a giocarti l’ultima carta:

“Ettore saluta tutti, che tornamo a casa!”

“Andò lo porti, mo questo porello s’è affezionato, do lo porti?”

“A ma se nun lo voi troverà qualcuno che lo vole, ce sto male pure io!”

“Vabbè ma mo lascialo! Se fa danni li paghi te però eh?”

Il tuo cuore comincia a scoppiare di gioia, lo sapevi, te l’avevano detto in tanti che sarebbe riuscito a conquistare anche i più aridi d’amore e ora guai a chi glielo tocca! Inizi a fare diecimila promesse, che sarai una figlia perfetta, precisa ordinata e che penserai te a tutto quello di cui ha bisogno il cucciolo. Questo è stato il giorno più bello della tua vita, il problema lo sapete qual è? Che purtroppo quella che odiava i cani, diventa non solo possessiva nei confronti del cucciolo, ma lo sente anche suo, perché passa la maggior parte della giornata con lei.

Cinque giorni sono bastati per far innamorare anche un cuore di pietra, il bulldog è una drogra, anche la mamma è stata colpita dalla Bullite Acuta!

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Veronica Cucco

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La metamorfosi del bullgenitore

L’altro giorno vi ho parlato di come un bulldog entra prepotentemente nella nostra vita e decide tutto lui, voi non contate più nulla, ecco il link per chi non lo avesse letto. Adesso parliamo di come voi bullgenitori subite la metamorfosi.

Peccato che i miei non hanno le zampe prensili altrimenti gli darei le chiavi di casa e gli direi di fare come gli pare, purtroppo rimangono appiccicati perennemente addosso a me! La crescita col bulldog è molto graduale, ti rendi conto di aver cambiato tutta la tua vita, solo nel momento in cui ti confronti con qualcun’altro dentro casa, un perfetto estraneo.

Si parte prevenuti, anche nei confronti dei veterinari, nei confronti dei parenti, degli amici, è come se tu mettessi in mano agli altri una parte intima di te stessa. Non fraintendete subito, avete ragione detto così! Quello che volevo dire, è che il bulldog si respira veramente, si vive nelle viscere, quello che noi viviamo col nostro bulldog è solo nostro, nessuno potrà mai capirlo, ed ogni binomio è unico, perché noi siamo diversi, perché loro sono diversi, perché le nostre vite sono diverse. Quello che non cambia è questo rapporto viscerale che si viene a creare tra due anime, quando si interagisce con chi di cani non ne capisce una sega, quindi figuriamoci di bulldog, è come se dovessimo raccontare una parte intima di noi, ma nessuno ci capisce, perché il bulldog va vissuto fino in fondo per essere capito. Diventa la parte di te più forte, ma allo stesso tempo più fragile, perché è un cane che da solo non riuscirebbe a sopravvivere, è un cane con tanti, troppi limiti e noi facciamo fatica ad esternarli, sembra che siamo noi esagerati, quando raccontiamo che non possono giocare come tutti i cani, saltare come tutti i cani, correre come tutti i cani, perché non sono cani!

Alla metamorfosi ci arrivi imparando da loro, vai a spiegare tua mamma abituata ad avere sempre cani comuni, che le ossa fanno male al tuo bulldog:

“Ma!!!! No cazzo!”

“Ma che je fa?”

“Moreeee!!!!”

“Ma che cane te si fatta? Mamma mia quant’è fregnone, ma non sarai mica te esagerata?”

Vai a spiegare a tua mamma la conformazione della gola del cane. Potrebbe anche capirla, ma non lo accetterebbe. La gente non ti riconosce più, perché sembri davvero esagerata! Un giorno mi scrisse una mamma, dicendomi che era felice di aver scoperto di avere una figlia “normale” dopo aver letto un mio articolo, normale intendeva uguale a tutti i proprietari di bulldog, la figlia era psicologa…

E’ difficile far capire come si vive con un bulldog, tutte le cose che diamo per scontate nella nostra vita con loro, con le persone esterne diventano quasi problemi insormontabili, è come spiegare ad un sordo dalla nascita cos’è la musica, o spiegare ad un cieco dalla nascita, i colori. I bullgenitori si isolano, perché sanno che non sono cani che a molte persone piacciono, perché trovano una strada aperta verso altri proprietari di bulldog, allora lì si che si parla lo stesso linguaggio, è come atterrare su un’isola felice, non sentiamo più il bisogno di giustificarci, o di spiegare, ci si capisce al volo e quando ne becchi uno, è la fine:

“Nooooooooo, mamma mia che spettacolo! Viè qua bello che te spupazzo tutto!”

“Scusi attenta che… potr…”

“Tranquillo ce ne ho due che m’aspettano a casa!”

Il tuo volto all’improvviso s’illumina, come quello di uno che ha vinto al superenalotto, perché quando usciamo con loro partiamo già prevenuti e abbiamo la faccia da funerale fino a che non becchi un altro bullgenitore, allora esci fuori di testa e chiacchieri chiacchieri per ore, vi scambiate facebook, numero di telefono, tutti i gruppi, io ce sto, me manca, ce l’ho, vacce, iscriviti.

Non è vero?

Non siamo scemi, ma malati della più bella malattia del mondo: LA BULLITE ACUTA

W I BULLDOG

Veronica Cucco

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La psicologia del bulldog

Sono cresciuta con i cani, adesso convivo con i bulldog, già la parola convivere apre un mondo, no non sono i miei fidanzati, di più! Sono i miei figli!

Nei tanti corsi che ho fatto nella mia vita, ne ricordo uno in particolare, marketing, ci insegnavano che i migliori venditori sono i bambini, perché se un ragazzino si mette in testa una cosa, farà del tutto per ottenerla, ti prende per lo sfinimento, avete già capito: i bulldog sono la stessa identica cosa. Ancor prima che entri in casa, tu pensi di aver programmato tutti gli schemi per lui, le ciotole sul tappetino in bagno, in cucina non sta bene, la sua cuccia dove non da tanto fastidio, collare guinzaglio separati per motivi di igiene, il mio guinzaglio è pieno di pipì, perché non lo lavo, chi si mette a lavare il guinzaglio di corda? Più bello sporco!

Se ha un cappottino sempre zona riservata al cane, si all’inizio lo chiamate cane, ancora non lo avete ben identificato. Qualcuno ha anche l’ansia, ancor prima di nascere già chiede il nome su facebook, è la domanda che ha più like e risposte in assoluto, perché gli utenti non sanno che chi scrive il post lo fa solo per far sapere che sta per prendere un bulldog!!!!!! Il nome da quel dì che lo ha già scelto!

“Cazzo ho rotto pure il salvadanaio del poro nonno defunto, nonna s’è magnata tutto c’ha lasciato solo cinquecento lire, tacci sua, se erano cinque euro manco quelle ce lasciava, dopo tre anni di risparmi adesso anche io ho il mio bulldog e ora tutti lo devono sapere, ho finito di sbavare per i bulli degli altri!”

Sulla mia pagina di aforismi sui bulldog inglesi, tra le tante persone mi seguono molti non hanno il bulldog, il loro sogno è un giorno di poterne avere uno tutto loro. E’ bello pensare che esistono persone che hanno la pazienza di aspettare, arrivano alla cifra giusta per un cane con pedigree e finalmente si godono questa palla di lardo!”

L’attesa di un bulldog può essere paragonata esattamente a quella di un figlio, solo che la mamma prima di partorire, si abitua già con la gestazione, il bulldog arriva dentro casa come un marziano, non sai dove metterti le mani. Prima del suo arrivo pensavi che tutto fosse organizzato a pennello, ma non hai fatto i conti con una cosa importante: esistono i cani e poi esistono i bulldog.

Quando sei arrivato in allevamento, quello era lì che giocava tranquillo, ma non ti è venuto in mente che da solo le cose potevano cambiare drasticamente?

Hai messo le traversine per terra? E indovina un po’ dove ti ha fatto la prima lunga pisciata? Non appena lo hai lasciato in terra, paro paro!

“Oddio, amò guarda quanta me ne ha fatta? Mo che famo?”

“Che Famo? Pulisci!”

Pensavi fosse tutto rose e fiori, fai un passo tu e un passo lui, un passo sulla piscia tu e un passo sulla piscia lui, zitta che ti ha già scambiato per la sua mamma, pulisci!

Fino a quel momento la tua casa era un bouquet di fiori di bosco, da adesso in poi preparati al peggio. Dopo aver pulito con cinque secchi di acqua finalmente il cucciolo se ne sta per i fatti suoi, ma non puoi lasciarlo solo un attimo che subito track, una bella defecata dentro al porta vaso… eh bravo Ettoruccio!!!

“Oh già m’hai rotto er cazzo!” Non si deve mai alzare la voce ad un bulldog, non solo ha paura, ma si offende, prima scappa, e poi si mette in un angolo offeso. Tu in quel momento che di cani non avevi mai capito nulla, ti senti un genio:

“Amò guardalo, gli ho strillato e s’è offeso, porello, che famo?”

“Daje er ciuccetto, che famo amò è un cane!”

“Si ma me fa pena!”

Purtroppo i sintomi ci sono tutti, pensavi di aver portato a casa un soprammobile vero? Hai sbagliato, hai aperto le porte ad un mondo fatto di sottomissione, paraculaggine e chi più ne ha più ne metta. Hai speso ottanta euro di lettino? Pensavi di essere in grado di educarlo a tua immagine e somiglianza, purtroppo è lui che educa te a sua immagine e somiglianza, sei talmente soggiogata che mandi a fanculo anche gli educatori quando provano a dirti che i cani devono rispettare i tuoi spazi! Il bulldog è un cane che ti rapisce giorno dopo giorno, sempre per chi li ama, è un cane che ti fa rinunciare a tutto, manco più dal parrucchiere, meglio la toletta a lui che i capelli a me. Con un bulldog impari ad essere altruista, cioè pensi solo a lui, cazzo te frega degli altri? Ma si perché in fondo se ci cerchiamo è per uno scambio di affetto di effusioni di chiacchiere, ma da quando un bulldog entra in casa, pure le chiacchiere le fai con lui.

“Amò nun te sento, che stai a dì?”

“Niente amò non parlo co te, parlo co Ettoruccio mio, lo sto a convince de uscì”.

Il tuo partner ormai ci rinuncia, è una guerra persa, le amiche tue ti invitano sempre più di rado, perché sembri un vegetale quando esci con loro:

“Oh ce stai? Ma che stai a pensa?”

“Oh! Scusa ero assorta, sapete che da quanno c’ho Ettoruccio mio, c’ho l’ansia”.

Al minimo accenno tutto il dialogo è rivolto a Ettoruccio suo, le amiche sono seriamente preoccupate a tal punto che si sono messe alla ricerca di un bullismo anonimo, l’hanno pure trovato, ma era quello sbagliato!

Ormai non abbracci più il tuo ragazzo la notte, lo prendi solo a calci per farlo smettere di russare, ma lo stesso russare di Ettoruccio tuo non si tocca, la mattina che puoi alzarti un po’ più tardi del tuo partner, lui ti cerca per darti un bacio e tu nel sonno che fai? Baci sulla bocca Ettoruccio tuo.

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Veronica Cucco

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