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QUANT’È PARACULO IL BULLDOG!

Molti abbandoni esistono, perché gli stupidi si innamorano del viso angelico del cucciolo, piccolo, soffice, dolcissimo, crescendo purtroppo quel cucciolo si trasforma completamente e non soddisfa più le aspettative dei genitori dei bambini viziati e quindi riempiono i canili.

Il bulldog non è così, più cresce e più diventa cucciolo, come? Non si dovrebbe, ma la sera qui i cani escono, da soli, ormai hanno raggiunto l’età matura, i proprietari gli allungano cinque euro e loro se ne vanno a fare un giretto per il quartiere. Non si filano nessuno, dopo il giretto, tornano a casa, eh no! Il bulldog non è così, colpa nostra e colpa loro, colpa nostra perché abbiamo il terrore che possa succedergli qualcosa, le fobie dei bullgenitori apprensivi, colpa loro, perché non schiodano da te manco se li chiudi dentro una stanza! Qualche volta sono costretta a separarli, il tempo delle pulizie, il tempo che si asciughi il pavimento bagnato, macché ti buttano giù la porta, disperati come pochi! Sei costretto ad aprire e ti ritrovi l’espressione terrorizzata di un figlio abbandonato dalla bullmamma e ora che è tornata la salutiamo con tante feste. Io ho sempre le gambe graffiate non so voi.

Il bulldog non cresce mai, perché non impara i comandi come tutti i cani, a cuccia, corri, ma de che? “Seduto amore della mamma…” “Vieni qui PICCOLINO che ti pulisco le rughette brutte e sporche, tesoruccio mio”

Gli altri cani mangiano di tutto e di più, i bulldog? Se proprio i bullgenitori non preparano la pappa del re, gli comprano le crocchette super tecnologiche, aerodinamiche a propulsione perenne, ovvero le scoregge. “Amore mio! Ha fatto la puzzetta lui! Vieni a mamma che ti do un bacino come premio, sono troppo felice che il culetto ti funziona alla perfezione!”

Ma sì ormai ormai lo sanno tutti che un bulldog purissimo è corredato di scoregge.

Gli altri cani vivono tranquillamente fuori, i nostri bulldog non dentro casa, ma sui divani e sui nostri letti, qualcuno ultimamente gli compra anche le super poltrone col nome, bellissime, io non ci riesco ve lo giuro, non ce la faccio a non averlo tutto addosso con la sua faccia da bullo “voglio sta con te, non te separà da me!” Fa troppo male ammiro chi riesce a farlo dormire nella sua cuccia, perché le cucce di oggi sono più comode dei nostri letti.

Il bullo è tipo tamagotchi, ogni tot minuti lo devi accudire, altrimenti ti fa sentire in colpa, gli altri cani te li puoi pure dimenticare. Cioè si fanno i fatti loro, ricevuto il saluto la sera e la mattina basta, sono felici, il bulldog a parte quando dorme, non esiste che non lo caghi, lui ti vuole, ti deve rompere perennemente i coglioni, i giochi, la bottiglia, le palle, i kong, dei giochi a lui non frega una mazza, vuole che tu interagisca con lui e con quello che ti capita a tiro.

Fateci caso, i cani normali, belli e meravigliosi crescono i nostri resteranno perennemente cuccioloni.

W i bulldog

Veronica Cucco

 

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Esistono i cani e poi esistono i bulldog.

Solo chi ha un bulldog riesce a cogliere la sostanziale differenza tra un cane e un bulldog.

I cani, che siano meticci oppure di razza, nascono per essere cani, nascono per essere trattati da cani, sempre con il dovuto rispetto. Un cane può vivere tranquillamente fuori casa, noi proprietari di bulldog, quando pensiamo ad esso, già lo immaginiamo tranquillo sul divano.

Io ho vissuto tantissimi cani, la libertà per mio padre era la parola d’ordine. Tutti i miei cani nella mia proprietà di campagna erano liberi. Non avevano nemmeno il collare.

Col bulldog si aprono immense discussioni sull’uso del collare o della pettorina, sul quando iniziare ad usare l’uno o l’altro. Già solo da questo ti rendi conto che non hai a che fare con un cane comune.

L’altro giorno una ragazza posta la cuccia esterna con dentro il bulldog, scrivendo che era ora che si convincesse a rimanere lì fuori a cuccia nel giardino.

Secondo voi quanti messaggi di critica ha ricevuto? Una marea!

Alla fine ha specificato che lo lasciava in giardino solo durante il giorno quando lei non era presente. Anche qui scattano gli allarmismi di chi possiede un bulldog, le domande che ci si pongono sono infinte:

se mangia qualcosa che non deve?

Se gli pizzica una vespa?

Se te lo rubano?

Se gli succede qualcosa?

Se piove?

Quando avevo i miei cani liberi non mi sfiorava minimamente il pensiero che poteva capitargli qualcosa, l’unica volta che ho visto davvero un pericolo scampato, è stata quando una vipera era vicino alle zampe di uno dei miei cani e per fortuna mio padre prontamente riuscì a catturarla.

I miei cani, e ne ho avuti davvero tanti, vivevano serenamente la loro vita in simbiosi con noi. Se pioveva decidevano loro se inzupparsi, spessissimo si mettevano sotto l’acqua e poi si strizzavano addosso a noi. Per me era normalità. Oggi se i miei bulldog si bagnano, oltre a puzzare di penne di pollo bagnate, subito penso al raffreddore, alle otiti, alle articolazioni. Insomma lo vedo come un gigante di cristallo.

I cani comuni nascono con dei ruoli ben precisi, la sensibilità dei meticci è pazzesca, anche la loro intelligenza, i cani da lavoro straordinari in tutto quello che fanno, i cani da salvataggio.

Il bulldog a cosa serve? Obiettivamente dal di fuori è visto come un cane troppo pieno di difetti e inutile, il bulldog è un cane che limita la vita del suo proprietario e mette in croce tutti i suoi familiari.

Ogni quanto vi capita di chiamare la vostra mamma? Una volta al giorno se va bene. Ma se un giorno vi tiene il vostro bullo la chiamate come minimo dieci volte:

“A ma, ha mangiato?”

“Che sta a fa adesso?”

“E’ triste?”

Facciamo un po’ pena, ma è così purtroppo.

Il bulldog obiettivamente è un cane disastrato, pensate che in inghilterra vogliono proprio abolire la sua risproduzione, c’è una petizione in corso per fermare proprio questa proposta di legge del governo.

Molti proprietari sono davvero fortunati, perché i loro bulldog non hanno bisogno di nulla, ma il novanta per cento minimo ha prodotti alla clorexidina a casa, ha la fissan, ha la gentalin beta, ha il cortisone anche solo perché a forza di leggerlo sui consigli, non si sa mai meglio tenerlo. Tanti anni fa io non ho mai visto un solo medicinale per cani, il veterinario lo avranno visto uno o due volte, perché manco si vaccinavano. Adesso apro i cassetti e vi giuro non riesco a trovare nemmeno le mie medicine sfigate per il mal di testa.

Il bulldog è un cane che fin da cucciolo ti assorbe completamente, diventate:

pane e burro

pappa e ciccia

Gianni e Pinotto

Si è così purtroppo!

A voi della gente che non vi capisce non ve ne frega un cazzo, perché è lui a farvi sentire forti e sicuri.

Il bulldog è un cane inutile per mille motivi, questo è sempre però il punto di vista di chi non ce l’ha.

A me il bulldog mi ha ridotto davvero male, quasi quattro libri, un gruppo, due pagine, diecimila follower e non vi dico poi che altro bolle in pentola…

Il bulldog ti rapisce l’anima, lo spirito, la privacy, dove sei tu c’è lui.

Il bulldog ti assorbe piano piano e non te ne accorgi, vedi la differenza quando ti confronti con altri proprietari di altri tipi di cani, vedi la differenza con chi il cane non ce l’ha, vedi la differenza con gli stronzi che li abbandonano.

Veronica Cucco

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STORIA DI UN BULLDOG ABBANDONATO E DI UN MAGICO INCONTRO SOTTO IL CAVALCAVIA

Erika, tramite una sua amica che ha un bulldog, ha scoperto la razza e subito ne è rimasta folgorata. Il suo sogno nel cassetto, era poter arrivare a possederne uno, ma sapeva che costavano tanto e in questo momento non poteva permetterselo.

Un giorno si trovava in auto col suo fidanzato, passavano sotto un cavalcavia e videro attraversare una femmina di bulldog inglese, che subito si dileguò nascondendosi. Si trovavano in una zona priva di abitazioni, questo faceva supporre che era stata abbandonata.

Scesero immediatamente dall’auto, il cuore a mille, e piano piano si avvicinarono nel luogo dove l’avevano vista sparire, con dolcezza cominciarono a chiamarla, all’inizio la bulldog era visibilmente spaventata, poi si fece coraggio e timidamente si avvicinò e cominciò a scodinzolare ai due perfetti sconosciuti.

Con dolcezza riuscirono a farla salire in auto, era piena di zecche e pulci e sembrava visibilmente provata. Aveva le mammelle grandi e penzolanti. I due ragazzi la presero e in seguito la portarono a fare una visita dal veterinario. Erika aveva il cuore a mille, soffocato da molti pensieri, perché aveva il terrore che quella creatura potesse avere un proprietario. Un disgraziato che aveva deciso di abbandonarla e che doveva restituirgliela se per caso aveva un microchip leggibile.

Non si capisce come, ma Erika aveva deciso che quella creatura doveva assolutamente entrar a far parte della sua vita senza un minimo di esitazione.

La portarono a casa, NILUFAR,

che in iraniano vuol dire GIGLIO D’ACQUA, nome deciso dal compagno di Erika, aveva tantissima fame e sete.

Erika stava passando un periodo di crisi di panico molto intense, crisi che l’hanno costretta a ricorrere agli psicofarmaci. Una giovanissima ragazza dal sorriso contagioso.

BINGO! La fortuna volle che il veterinario non riuscì a rilevare alcun microchip, era fatta! Disse che aveva più o meno due anni o due anni e mezzo di età e che tutto sommato non erano presenti patologie rilevanti, solo da lavare e nutrire per bene. Erika immediatamente si attivò per vaccinarla e chipparla.

Nei giorni a seguire i due ragazzi notarono le mammelle che cominciavano a indurirsi, non aspettarono un solo istante e decisero di correre in un’altra clinica. I veterinari sottoposero Nilufar ad ecografia e lastra e subito la sorpresa, aspettava ben otto cuccioli ed era ormai arrivata alla fine della gravidanza.

Dopo quattro giorni, di notte, Nilufar inizia a star male, tempestivamente i due ragazzi decisero di portarla di nuovo in clinica e  venne operata d’urgenza, parto cesareo.

Stando alle dichiarazioni dei veterinari erano incrociati con cani Corso o addirittura Pitbull. Il primo veterinario non si pronunciò minimamente riguardo ad un’ipotetica gravidanza. Nilufar non fece fatica a far uscire il suo grande istinto materno, che durò purtroppo ben poco, perché i cuccioli poco dopo morirono tutti. I primi sei lo stesso giorno, gli ultimi due, nonostante tutte le cure a cui vennero sottoposti, non riuscirono a salvarsi.

Erika addirittura era disposta anche a tenerne uno degli otto, ma ahimé proprio quello che aveva deciso di tenere, fu il primo ad andarsene. Secondo il parere veterinario, era il suo primo parto.

Nilufar nonostante l’abbandono e la perdita di tutti i cuccioli, decise di non arrendersi e di credere nuovamente alla sua nuova vita, che non tarda a mostrare con un amore smisurato verso chi l’aveva salvata.

Il miracolo avvenne di lì a poco, Erika grazie a questa meravigliosa creatura, non ha avuto più crisi di panico, perché vicino a Nilufar è riuscita a tirare fuori una grinta che l’ha aiutata e continua ad aiutarla molto. Erika vive costantemente con lei, ovunque vada, la piccola è sempre con lei, la sua ombra, la sua salvezza, la sua anima che sorride.

E’ la mascotte del ristorante dove lavora. Dorme nel suo letto con lei.

Questa è una storia che insegna molto, è una storia per fortuna a lieto fine. Non conosciamo il passato di Nilufar, ma non deve essere stato bello. Di fronte a tutto il male che si infligge ad un animale, io mi vergogno di appartenere alla mia razza, per fortuna che esistono persone come Erika e come tanti altri, che prendono le distanze e condannano questi atti. 

Oggi Erika a distanza di soli due mesi, ha deciso di dichiarare amore eterno a chi l’ha salvata e che a sua volta è stata salvata. Oggi Erika ha ritrovato il piacere della vita grazie ad una bulla dolcissima, piombata dal cielo come un angelo.

Oggi Nilufar ha deciso di tatuarla sul suo braccio e di non lasciarla più. Queste sono le storie di cani che fanno riflettere molto.

Veronica Cucco

 

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NATALE – GIUSEPPE UNGARETTI e la poesia dei bulldog

Questa poesia di Giuseppe Ungaretti sembra scritta apposta per i bulldog.

I bulldog inglesi sono dei lord pigri di natura, quindi non prendeteli se avete voglia di fare i pazzi con loro, oppure sappiate che hanno, da adulti, cinque minuti di autonomia.

NATALE

Non ho vogliadi tuffarmi
in un gomitolo
di strade

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata
Qui
non si sente
altro
che il caldo buono
Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare.

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SE TE DOVESSI DESCRIVE ER BULLDOGGHE

Er bulldgogghe è quel ciccione inutile scureggione, nun è bono a niente, manco er culo è capace de pulisse, ma je funziona ‘na cifra bene…. lascia perde nun è er cane che fa per te!
Pijate ‘na capra ve capite mejo, ma mica perché nun capisce, è perché fa quello che je passa pe la testa, te nun esisti proprio. Almeno la capra te ascolta, er bulldogghe russa. Ahò a me me ce vojono tre firm pe addormentamme a esso tre secondi tacci sua.
E’ un fijo de ‘na mignotta de prima categoria, soprattutto quanno magni, te fa venì i sensi de corpa a tal punto che vai al supermercato e compri tutte le confezioni che nun fanno caciara. Devi sapè che la cioccolata a sti cani je fa male, nun te la poi magnà più, fa troppo rumore! Prima me magnavo un sacco de schifezze, mo me so dimagrito de 10 kg.


Quanno annamo in giro me pijano per culo:
“A lé che te sei dimagrito te o è er cane che te s’è ingrassato?”
Che je voi risponne a sta gente, che ne sanno loro che vordì vive con un bulldogghe?
Comunque io mo l’ho imparato a conosce, quanno c’ha paura tira indietro le recchie, quanno trema è perchè ha capito che o lo voi portà fori e nun je va, o non lo voi portà fori perché magari ogni tanto c’avrai anche bisogno dell’intimità tua. Dentro casa nun ce la poi avè, manco ar bagno e non è solo er mio così, su facebook sembra che stanno tutti ar cesso durante il giorno, se fanno i serfi col bulldogghe che te guarda, te annusa, vole la carta igienica pe giocacce, pe nun parlà quanno esci dalla doccia che te fa da accappatoio, te asciuga tutto.
Je manca la parola, ma se fa capì, meglio che non parla, che già è esigente così.
Oh me so scerto sto cane pensanno de esse figo, me sento un po’ sfigato, c’ho più medicine io che ‘na farmacia veterinaria. All’inizio me pijavano i colpi, mo in farmacia faccio la conta de quello che me serve. 
Quanno vene la gente a casa mia me tocca nasconne tutto, c’ho paura che me pijano pe matto co tutte le medicine che c’ho in giro. Ve posso di ‘na cosa, co tutto quello che ho speso me ce compravo una Ferrari.
Però ora che ce l’ho, guai a chi me lo tocca, so capace davero de tirà fori er bullo che c’è in me.
W i bulldog!
Veronica Cucco

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