Perché non è vero?

Hanno tutti caratteri differenti, ma su alcune cose si assomigliano tutti. Il bulldog si impone in tutti i sensi, sia con la sua stazza che emana gioia da tutti i pori, anzi da tutti i buchi, sia caratterialmente.

Frank e Giacomino

Il bulldog non lo devi trattare come un cane comune, il bulldog pretende che tu lo capisca e anche di corsa. Sei a tavola, già ha mangiato, speri che con il suo stomaco pieno faccia mangiare anche te, ma che! Prima si siede vicino a te e ti guarda, poi infila il muso tra le tue gambe, all’inizio sembra voglia starti vicino e riposarsi, ma lo sguardo languido è sempre lo stesso, sembra dirti “poretto me, sono un bullo morto di fame” poi inizia a spingere il muso sulle tue gambe, avevi i pantaloni puliti? Già sono tutti pieni di bava, perché gli piace quello che stai mangiando tu, anche se fa schifo all’umanità intera.

Fai finta di nulla fino a che sta tra le tue gambe e spinge col muso sporcandoti i pantaloni, va bene ci sei abituato che ti frega, non molli, non lo guardi per non sentirti una merda, vedere quegli occhi languidi ti fa sentire la coscienza sporchissima, poi dentro la tua testa cerchi di pensare che lo fai per il suo bene, lo sai che è dura, le schifezze gli fanno male, e quindi ti rassegni… allora inizia a mugolare, sempre tra le tue gambe, spingendo il muso e sbavando i pantaloni.

Mogol e lo stalker

Povero ancora non cede il tuo padrone, ti rendi conto che cattiveria?

Il tuo bullo mugola ancora di più e tu sei costretto a rimetterlo al suo posto.

“Così non si fa! Hai mangiato, adesso fai mangiare anche me, lo sai che quello che mangio io fa male a me figuriamoci a te, le lasagne fanno male a tutti e sono pessime fidati, domani tutti dissenteria!”

Poi ci prova anche con gli altri. La fortuna del bullo sono gli anziani in casa. Quella è la migliore convivenza, scambiano il bulldog per il secchio dell’umido, gli anziani non possono stare con i bulli, si riempiono di dermatiti.

Dopo che il tuo bulldog torna seduto sempre con lo sguardo fisso a te e a tutto quello che entra nella tua bocca, decide di saltarti addosso, mica lo schiodi, sembra incollato, tu non vuoi toccarlo, perché sei a cena, ti volano i peli nel piatto, ci provi col gomito, ma sembra un tronco che ha deciso di rimanere lì piantato e l’unica cosa che ti resta da fare, è dargli un piccolo pezzettino di quello che stai mangiando, bravo ti sei fatto fregare, ha vinto di nuovo.

Il bulldog quando si mette in testa una cosa è quella e se non riesce a raggiungerla, si incazza. Tu lo chiami e lui si gira dall’altra parte, dura mezza giornata questa storia, ma vi rendete conto che alla fine vi sentite pure colpevoli di averlo fatto arrabbiare, basta anche uno strillaccio fuori posto per offenderlo.

Di solito il cane vive in funzione dell’uomo… il cane! Il bulldog no, è l’uomo che diventa suo schiavo e asseconda tutti i suoi meravigliosi capricci.

W i bulldog!

Veronica Cucco

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