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La metamorfosi del bullgenitore

L’altro giorno vi ho parlato di come un bulldog entra prepotentemente nella nostra vita e decide tutto lui, voi non contate più nulla, ecco il link per chi non lo avesse letto. Adesso parliamo di come voi bullgenitori subite la metamorfosi.

Peccato che i miei non hanno le zampe prensili altrimenti gli darei le chiavi di casa e gli direi di fare come gli pare, purtroppo rimangono appiccicati perennemente addosso a me! La crescita col bulldog è molto graduale, ti rendi conto di aver cambiato tutta la tua vita, solo nel momento in cui ti confronti con qualcun’altro dentro casa, un perfetto estraneo.

Si parte prevenuti, anche nei confronti dei veterinari, nei confronti dei parenti, degli amici, è come se tu mettessi in mano agli altri una parte intima di te stessa. Non fraintendete subito, avete ragione detto così! Quello che volevo dire, è che il bulldog si respira veramente, si vive nelle viscere, quello che noi viviamo col nostro bulldog è solo nostro, nessuno potrà mai capirlo, ed ogni binomio è unico, perché noi siamo diversi, perché loro sono diversi, perché le nostre vite sono diverse. Quello che non cambia è questo rapporto viscerale che si viene a creare tra due anime, quando si interagisce con chi di cani non ne capisce una sega, quindi figuriamoci di bulldog, è come se dovessimo raccontare una parte intima di noi, ma nessuno ci capisce, perché il bulldog va vissuto fino in fondo per essere capito. Diventa la parte di te più forte, ma allo stesso tempo più fragile, perché è un cane che da solo non riuscirebbe a sopravvivere, è un cane con tanti, troppi limiti e noi facciamo fatica ad esternarli, sembra che siamo noi esagerati, quando raccontiamo che non possono giocare come tutti i cani, saltare come tutti i cani, correre come tutti i cani, perché non sono cani!

Alla metamorfosi ci arrivi imparando da loro, vai a spiegare tua mamma abituata ad avere sempre cani comuni, che le ossa fanno male al tuo bulldog:

“Ma!!!! No cazzo!”

“Ma che je fa?”

“Moreeee!!!!”

“Ma che cane te si fatta? Mamma mia quant’è fregnone, ma non sarai mica te esagerata?”

Vai a spiegare a tua mamma la conformazione della gola del cane. Potrebbe anche capirla, ma non lo accetterebbe. La gente non ti riconosce più, perché sembri davvero esagerata! Un giorno mi scrisse una mamma, dicendomi che era felice di aver scoperto di avere una figlia “normale” dopo aver letto un mio articolo, normale intendeva uguale a tutti i proprietari di bulldog, la figlia era psicologa…

E’ difficile far capire come si vive con un bulldog, tutte le cose che diamo per scontate nella nostra vita con loro, con le persone esterne diventano quasi problemi insormontabili, è come spiegare ad un sordo dalla nascita cos’è la musica, o spiegare ad un cieco dalla nascita, i colori. I bullgenitori si isolano, perché sanno che non sono cani che a molte persone piacciono, perché trovano una strada aperta verso altri proprietari di bulldog, allora lì si che si parla lo stesso linguaggio, è come atterrare su un’isola felice, non sentiamo più il bisogno di giustificarci, o di spiegare, ci si capisce al volo e quando ne becchi uno, è la fine:

“Nooooooooo, mamma mia che spettacolo! Viè qua bello che te spupazzo tutto!”

“Scusi attenta che… potr…”

“Tranquillo ce ne ho due che m’aspettano a casa!”

Il tuo volto all’improvviso s’illumina, come quello di uno che ha vinto al superenalotto, perché quando usciamo con loro partiamo già prevenuti e abbiamo la faccia da funerale fino a che non becchi un altro bullgenitore, allora esci fuori di testa e chiacchieri chiacchieri per ore, vi scambiate facebook, numero di telefono, tutti i gruppi, io ce sto, me manca, ce l’ho, vacce, iscriviti.

Non è vero?

Non siamo scemi, ma malati della più bella malattia del mondo: LA BULLITE ACUTA

W I BULLDOG

Veronica Cucco

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