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La psicologia del bulldog

Sono cresciuta con i cani, adesso convivo con i bulldog, già la parola convivere apre un mondo, no non sono i miei fidanzati, di più! Sono i miei figli!

Nei tanti corsi che ho fatto nella mia vita, ne ricordo uno in particolare, marketing, ci insegnavano che i migliori venditori sono i bambini, perché se un ragazzino si mette in testa una cosa, farà del tutto per ottenerla, ti prende per lo sfinimento, avete già capito: i bulldog sono la stessa identica cosa. Ancor prima che entri in casa, tu pensi di aver programmato tutti gli schemi per lui, le ciotole sul tappetino in bagno, in cucina non sta bene, la sua cuccia dove non da tanto fastidio, collare guinzaglio separati per motivi di igiene, il mio guinzaglio è pieno di pipì, perché non lo lavo, chi si mette a lavare il guinzaglio di corda? Più bello sporco!

Se ha un cappottino sempre zona riservata al cane, si all’inizio lo chiamate cane, ancora non lo avete ben identificato. Qualcuno ha anche l’ansia, ancor prima di nascere già chiede il nome su facebook, è la domanda che ha più like e risposte in assoluto, perché gli utenti non sanno che chi scrive il post lo fa solo per far sapere che sta per prendere un bulldog!!!!!! Il nome da quel dì che lo ha già scelto!

“Cazzo ho rotto pure il salvadanaio del poro nonno defunto, nonna s’è magnata tutto c’ha lasciato solo cinquecento lire, tacci sua, se erano cinque euro manco quelle ce lasciava, dopo tre anni di risparmi adesso anche io ho il mio bulldog e ora tutti lo devono sapere, ho finito di sbavare per i bulli degli altri!”

Sulla mia pagina di aforismi sui bulldog inglesi, tra le tante persone mi seguono molti non hanno il bulldog, il loro sogno è un giorno di poterne avere uno tutto loro. E’ bello pensare che esistono persone che hanno la pazienza di aspettare, arrivano alla cifra giusta per un cane con pedigree e finalmente si godono questa palla di lardo!”

L’attesa di un bulldog può essere paragonata esattamente a quella di un figlio, solo che la mamma prima di partorire, si abitua già con la gestazione, il bulldog arriva dentro casa come un marziano, non sai dove metterti le mani. Prima del suo arrivo pensavi che tutto fosse organizzato a pennello, ma non hai fatto i conti con una cosa importante: esistono i cani e poi esistono i bulldog.

Quando sei arrivato in allevamento, quello era lì che giocava tranquillo, ma non ti è venuto in mente che da solo le cose potevano cambiare drasticamente?

Hai messo le traversine per terra? E indovina un po’ dove ti ha fatto la prima lunga pisciata? Non appena lo hai lasciato in terra, paro paro!

“Oddio, amò guarda quanta me ne ha fatta? Mo che famo?”

“Che Famo? Pulisci!”

Pensavi fosse tutto rose e fiori, fai un passo tu e un passo lui, un passo sulla piscia tu e un passo sulla piscia lui, zitta che ti ha già scambiato per la sua mamma, pulisci!

Fino a quel momento la tua casa era un bouquet di fiori di bosco, da adesso in poi preparati al peggio. Dopo aver pulito con cinque secchi di acqua finalmente il cucciolo se ne sta per i fatti suoi, ma non puoi lasciarlo solo un attimo che subito track, una bella defecata dentro al porta vaso… eh bravo Ettoruccio!!!

“Oh già m’hai rotto er cazzo!” Non si deve mai alzare la voce ad un bulldog, non solo ha paura, ma si offende, prima scappa, e poi si mette in un angolo offeso. Tu in quel momento che di cani non avevi mai capito nulla, ti senti un genio:

“Amò guardalo, gli ho strillato e s’è offeso, porello, che famo?”

“Daje er ciuccetto, che famo amò è un cane!”

“Si ma me fa pena!”

Purtroppo i sintomi ci sono tutti, pensavi di aver portato a casa un soprammobile vero? Hai sbagliato, hai aperto le porte ad un mondo fatto di sottomissione, paraculaggine e chi più ne ha più ne metta. Hai speso ottanta euro di lettino? Pensavi di essere in grado di educarlo a tua immagine e somiglianza, purtroppo è lui che educa te a sua immagine e somiglianza, sei talmente soggiogata che mandi a fanculo anche gli educatori quando provano a dirti che i cani devono rispettare i tuoi spazi! Il bulldog è un cane che ti rapisce giorno dopo giorno, sempre per chi li ama, è un cane che ti fa rinunciare a tutto, manco più dal parrucchiere, meglio la toletta a lui che i capelli a me. Con un bulldog impari ad essere altruista, cioè pensi solo a lui, cazzo te frega degli altri? Ma si perché in fondo se ci cerchiamo è per uno scambio di affetto di effusioni di chiacchiere, ma da quando un bulldog entra in casa, pure le chiacchiere le fai con lui.

“Amò nun te sento, che stai a dì?”

“Niente amò non parlo co te, parlo co Ettoruccio mio, lo sto a convince de uscì”.

Il tuo partner ormai ci rinuncia, è una guerra persa, le amiche tue ti invitano sempre più di rado, perché sembri un vegetale quando esci con loro:

“Oh ce stai? Ma che stai a pensa?”

“Oh! Scusa ero assorta, sapete che da quanno c’ho Ettoruccio mio, c’ho l’ansia”.

Al minimo accenno tutto il dialogo è rivolto a Ettoruccio suo, le amiche sono seriamente preoccupate a tal punto che si sono messe alla ricerca di un bullismo anonimo, l’hanno pure trovato, ma era quello sbagliato!

Ormai non abbracci più il tuo ragazzo la notte, lo prendi solo a calci per farlo smettere di russare, ma lo stesso russare di Ettoruccio tuo non si tocca, la mattina che puoi alzarti un po’ più tardi del tuo partner, lui ti cerca per darti un bacio e tu nel sonno che fai? Baci sulla bocca Ettoruccio tuo.

W I BULLDOG

Veronica Cucco

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L’insofferenza dei bulli alle feste!

Noi bullgenitori sappiamo benissimo come non scuotere queste masse di muscoli rotanti, ignorandoli, lasciandoli dormire dove più gli aggrada. Io, per esempio, ho suddiviso la giornata per loro con uno schema ben preciso, ci svegliamo la mattina, coccole, grattini, gioco, poi escono a fare i bisogni mentre cucino per loro, mangiano, io faccio colazione, loro di nuovo a riposo, sia mai che si mettono a giocare dopo mangiato, passa qualche ora, pranzo per me, mentre cucino li faccio giocare come matti, pomeriggio riposo, la sera di nuovo giochiamo prima di mangiare, poi pappa di nuovo e riposo. Questa è la mia giornata invernale, l’estate cambia tutto in funzione del caldo. Le feste sconvolgono noi e loro: iniziamo dagli addobbi, scatoloni, luci, palle, sono tutte novità per il bulldog, quindi ti ritrovi in mezzo alle palle, non quelle di Natale, sta massa deforme che annusa tutto quello che tiri fuori e guai se ci si mette a giocare! Non hai visibilità durante il trasporto delle mille scatole, ma quello ti si mette in messo alle gambe e tu rischi di volare. In quel frangente hai già piazzato qualche angioletto o santo che hai chiamato a raccolta mentre stavi per cadere.

“Che famo ce mettemo un tavolo pe i regali? Sennò Ettore ce piscia subito sopra!”

“Oh da quando c’avemo sto cane se possono evità ste feste? Te lo dico subito, Ettore è er padrone de casa, li parenti non so un cazzo!”

“Amò ma che te sei finita la bottija de prosecco che avemo lasciato ieri sera?”

“No, tu nun capisci, lo vedi che solo a vedé tutti sti movimenti dentro casa s’è agitato?”

“Embé sta a giocà, lascialo fa porello!”

“Io parto prevenuto, se gioca co tutte ste palle, figuramoce co i parenti! ‘o sai come è fatto no? Te ricordi tre anni fa nonna?…. Si no, nonna sua, nonna nostra, la pora nonna l’ha fatta volà co tutta la lasagna, noi all’ospedale de corsa e lui in clinica subito dopo che s’è magnato tutta la lasagna! Amò festeggiamo io e te! Dimoje che ce semo beccati er virus…”

“Tu si scemo, mi madre poi non mi parla più pe ‘n’anno!”

“Mejo meno agitazione pe Ettoruccio nostro amore della casa. Ettorù te piacciono le palle? Tiè pijate questa!”

“No scemo! Quella è de vetro me l’ha regalata lo zio de la Lapponia!”

“Oh me lo potevi di che Babbo Natale era tu zio!”

“Smettila, risolvemo sto problema!”

Ormai il nostro cervello si è incancrenito, chissà quanti di voi piacevolmente rinunciano ai cenoni perché hanno la scusa del bullo che ha paura dei botti, che non può agitarsi in mezzo alla gente, che in fondo da quando abbiamo questi bulldog, tutto quello che ci gira intorno, ha poco interesse, ma sì, perché con le feste la gente che viene e che va, modifica la loro routine e tu sei lì in tensione, hai paura possa rubare qualche pelliccia, oppure sporcare i pantaloni nuovi di zio, rubare un giocattolo ad un cuginetto. Cerchi di mediare in qualche modo, uno sforzo sovrumano.

“Vabbè quest’anno famo che vengono tutti qui a casa nostra in tuta, cucino io, tutte cose che devono ingoià, che scottano, così almeno non le rifilano a Ettoruccio nostro.”

“Brava così me piaci! Ma senti un po’ de chi so tutti quei regali?”

“De Ettoruccio nostro è il primo a cui ho pensato!”

Ecco queste sono normalità per chi vive un bulldog, ma non lo dite a nessuno altrimenti ci prendono per pazzi!

W I BULLDOG

Veronica Cucco

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Se il bulldog potesse parlare…

Quante gliene combinate a questi ciccioni rugoni eh? Sono una vera e propria calamita, a senso unico però, loro, a parte il letto che è sacro per tutti, sono delle cozze discrete, vado in bagno? Eccoteli, vado in cucina, il luogo più ambito, ormai l’associano al cibo, almeno per me, perché cucino per loro. Comunque devono sempre averti a distanza ravvicinata, non si sa mai che sta rompicoglioni che ci spupazza ogni istante della sua vita, ci sganciasse qualcosa da mangiare, già parlano? Immaginate per un attimo di dare voce al vostro bulldog.

Provo con i miei:

Frank: “Ahò so le sei, quanno se magna?

Questo è facile, perché Frank alle 17.45 inizia a mordermi le scarpe, si mette col culo pizzo e fa tutti versi strani. Adesso sono le 18.10 si sta avvicinando, tra poco dovrò interrompere perché non sente ragioni.

“Ahò te sto a fa capì in tutti i modi che c’ho fame? Nun me spupazzà è da stamattina che me stropicci tutto per chi m’hai preso? Eddaje no! Annamo a magnà! Guarda che te sgancio ‘na scoreggia!”

Sul letto si allargano troppo, questa mattina avevo la gamba destra fuori e mi sono detta che prima o poi un giorno cadrò dal letto, all’inizio si accucciano, poi si sbracano completamente, li assecondi per un po’, poi subentrano esigenze di posizione comoda.

“Per favore spostati!” Sembra che gli stai facendo un torto enorme.

“Ahò ma voi esse più delicata co sti piedacci, guarda che te sgancio eh!”

Scusate ma l’unica arma di distruzione di massa che hanno, oltre la bocca, è quella: il culo a propulsione!

Li vedi che sgambettano, come se gli avessi chiesto il favore più grosso della terra. Niente e non si spostano, devi scendere caricartelo di peso e spostarlo lontano dalla tua comodità.

“Mortacci che freddo andò m’hai messo!? Stavo tanto callo su le gambe tue, perché m’hai spostato? Sei proprio la peggio!”

Devi correre per metterti comoda, perché subito dopo si rimette nella stessa identica posizione e ricominciamo da capo. Questa, però è la versione invernale, quella estiva lasciamo perdere, letto, pavimento, pavimento sotto al letto, letto, pavimento e così via tutta la notte!

Ma quanto siamo cretini con quella voce stridula quando ci rivolgiamo a loro? Tanto! Mi ci metto in mezzo anche io, ma lo sapete perché? Perché quando ci rivolgiamo a loro con quella vocina da cugini di campagna, loro iniziano a muoversi tutti come le anguille, in realtà nessuno sa quello che in quel momento ci stanno comunicando, ve lo dico io:

“eehehe che rivole questa? Me fai le moine perché te devo fa un favore ve? Che voce da cretina, mi fai sbellicare dalle risate, dai forza nun ce girà intorno dimme che devo fa? Er bagnetto? Dovemo uscì? Dovemo pulì le rughe? Le rughe si solo se me pulisci er culetto….”

Alla vista del guinzaglio:

“No! Fori no te prego!!! Non c’ho voja de uscì sei proprio una ruffiana!” E in effetti da come si muovevano come le anguille mettendosi pure a pancia all’aria si bloccano e abbassano la testa!

Immaginate anche quando gli date la pappa, le crocchette per esempio….

“Dai Ettoruccio che si mangia!!!!” Il vostro entusiasmo dovrebbe farlo balzare, ma de che!

“Che palle sta robaccia, ma magnatela te no!”

E tu che sei lì che te le inventi di tutti i colori per fargliele mangiare, ma siccome tua mamma lo ha inzeppato di schifezze, quello ormai non vuole più sapere nulla delle crocchette, ci metti il parmigiano? Dopo un po’ le lecca tutte e poi via che le lascia lì, queste cose non ti fanno dormire la notte, perché la passi su facebook a chiedere consigli.

“Io non magno, tanto ce sta nonna che de nascosto me sazia come se deve, sento un profumino…”

Quando si tratta di mangiare le crocchette superscientifiche da un milione di euro, fa una pena infinita, sembra quasi malato, avete presente quando stiamo male noi e non ci va niente da mangiare? Via di minestrine! Ecco uguale, non ti danno soddisfazione nemmeno a pagarlo oro, la danno poi alla nonna non vi preoccupate. E voi che urlate:

“Maaaaaaaaaaa che j’hai dato da magnà?”

Il tuo bullo che se la ride, ormai sazio che pensa:

“Se ormai la stai pe acchiappà, lei è sverta, io una fogna, er cibo puf sparisce in un attimo, bono oh! Altro che le crocchette, magnatele te quelle!”

Il bulldog lo chiami e fa finta di dormire, allora il gioco ormai lo abbiamo capito tutti, basta una scatola di biscotti, lo vedi saltare come un grillo!

“Ecchime che c’hai? Faccio tutto, mi devo mette a sedé? Pronto, so bravo eh, che m’allunghi? Te devo da la zampa? Eccotela! Eddaje però, che me fai li scherzi, oh che me stai a pijà in giro?”

Lui capisce in realtà che dentro a quell’involucro non c’era nulla, perché ha visto cosa tenevi sull’altra mano….

“Sta paracula c’ha le gocce pe le recchie, me voleva buggerà, famme scappà via sotto al letto!”

E niente i bulldog sono così sembrano imbranati, tonti, invece oltre ad essere intelligentissimi, sono anche molto paraculi.

W I BULLDOG

Veronica Cucco

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Il bulldog, un cane coatto

La parola “bulli” già dice tutto, non a caso bullismo, si traduce con: comportamento da bullo; spavalderia arrogante e sfrontata. In partic., atteggiamento di sopraffazione sui più deboli, con riferimento a violenze fisiche e psicologiche attuate spec. in ambienti scolastici o giovanili. Lasciando da parte gli ambienti scolastici o giovanili e parlando del bulldog, le violenze fisiche e psicologiche avvengono dentro casa.

Già state con gli occhi sbarrati e le mani sui capelli vero?

Adesso vi spiego bene la mia affermazione, perché è ora di farla finita di giustificarli questi testardi, capoccioni, impuniti, dispettosi, tignosi, trallallero trallalà.

Cominciamo, io c’ho tutte le zampe, no scusate, volevo dire le gambe graffiate, voi no? Allora non è puro, il bulldog non sale sulle tue gambe, ci zompa, immaginate un chihuahua e un bulldog, già sento il dolore, quando rientro a casa che non mi vedono da due minuti esatti, perché ho deciso di buttare l’immondizia in solitaria, ti zompano sulle gambe senza un domani, prendono la rincorsa come i giocatori di rugby e stack, tu urli talmente tanto che sembra che qualcuno ti stia violentando! Pensa se lo lascio per due ore da solo! Non ti puoi vestire elegante con i collant e la gonna, perché te li strappa tutti. E tu che stai lì che non sai come fermarlo, da una parte esterna la sua felicità, sei un bastardo se provi ad interrompere la sua gioia, dall’altra i graffi sono tutti i tuoi. E questo non è bullismo e sottomissione? Poi sono tosti, hanno una forza immane, sembrano palle da basket dure e rimbalzano come matti. In quel momento non sai se ridere o piangere, sembri esaurita!

Io mi sento debole cazzo di fronte a tanto bullismo di felicità!

Parliamo della violenza psicologica, io ho la lombosciatalgia, lui, quello piccolo sul letto salta quando gli fa comodo, la sera che sono stanca, che fa? Appoggia le zampe anteriori sul letto e rompe i coglioni fino a che tu non ti scopri, scendi lo fai salire, mica è finita! No! Adesso arriva il bello, deve trovare la posizione che più lo aggrada, e indovinate dove? Addosso a me!!!! E questa non è violenza fisica e psicologica???

Non ci casco, non provate a dire di giustificarlo, pagatemi l’osteopata e lo perdono! A parte gli scherzi, sono pesanti, quando si muovono non sono per nulla leggiadri, ma goffi e chissà quanti di voi sono inciampati in un bulldog cadendo? Voi cranio , costole, tibia rotti e loro? Manco si sono accorti che avete inciampato grazie alla loro stazza…

Violenza psicologica a ora di pranzo e cena, parliamone, eh quanto vi sentite bastardi inside, se riuscite a resistere, ma il 90% di voi un pezzettino di pane col sughetto della carne no? Il problema che nemmeno dopo averglielo dato siete soddisfatti, perché il bulldog a differenza di tutti gli altri cani che masticano e se lo gustano, loro no! Sparisce! Vi guardate intorno pensando che magari è caduto, l’avete mancato e invece? L’ha aspirato e che soddisfazione c’è a dargli il cibo nostro, quello succulento? Nulla, infatti dopo tre millesimi di secondo è lì che ti stalkerizza con la faccia da morto di fame.

Il bulldog non ha i suoi spazi, ma i tuoi, se li conquista ad arte, c’è un mio amico che ha un bulldog mi chiama 20 volte al giorno, per condividere con me la sua passione io ormai lo chiamo rincoglionimento, beh Walter all’inizio era riuscito ad abituare il suo bullo nella recinzione, lui si trovava bene, mo ha scoperto la comodità del divano, che te lo dico a fa? Ok il bulldog è paraculo, perché riesce a impietosire il suo bullgenitore in una maniera straordinaria, adesso mi chiede consigli, no sul fatto che abbia già deciso di dormire sul divano, ma ha paura di uno spiffero nelle vicinanze del divano!!! E questa non è violenza psicologica???? Aspetto le vostre esperienze!

W I BULLDOG

Veronica Cucco

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I cani a Natale non si regalano!

Per prima cosa, non stai a comprà un chilo de patate, ma ‘na creatura, poi non è che piji, vai su internet e er primo che te capita lo appioppi alla tu regazza, quella te manna subito a fanculo! No! Se proprio voi regalà un cane pe Natale, famme ‘na cortesia, prima vai in un negozio de giocattoli, comprate un peluche, c’hai presente er tamagotchi? Ecco fa finta che a sto peluche lo devi sfamà almeno tre volte al giorno, sai che fai, lo sbudelli gli levi tutta la gomma piuma e gli fai lo stomaco, poi vai a comprà un sacco de crocchette da quarantacinque euri e gliele Continua a leggere I cani a Natale non si regalano!

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