L’insofferenza dei bulli alle feste!

Noi bullgenitori sappiamo benissimo come non scuotere queste masse di muscoli rotanti, ignorandoli, lasciandoli dormire dove più gli aggrada. Io, per esempio, ho suddiviso la giornata per loro con uno schema ben preciso, ci svegliamo la mattina, coccole, grattini, gioco, poi escono a fare i bisogni mentre cucino per loro, mangiano, io faccio colazione, loro di nuovo a riposo, sia mai che si mettono a giocare dopo mangiato, passa qualche ora, pranzo per me, mentre cucino li faccio giocare come matti, pomeriggio riposo, la sera di nuovo giochiamo prima di mangiare, poi pappa di nuovo e riposo. Questa ĆØ la mia giornata invernale, l’estate cambia tutto in funzione del caldo. Le feste sconvolgono noi e loro: iniziamo dagli addobbi, scatoloni, luci, palle, sono tutte novitĆ  per il bulldog, quindi ti ritrovi in mezzo alle palle, non quelle di Natale, sta massa deforme che annusa tutto quello che tiri fuori e guai se ci si mette a giocare! Non hai visibilitĆ  durante il trasporto delle mille scatole, ma quello ti si mette in messo alle gambe e tu rischi di volare. In quel frangente hai giĆ  piazzato qualche angioletto o santo che hai chiamato a raccolta mentre stavi per cadere.

“Che famo ce mettemo un tavolo pe i regali? Sennò Ettore ce piscia subito sopra!”

“Oh da quando c’avemo sto cane se possono evitĆ  ste feste? Te lo dico subito, Ettore ĆØ er padrone de casa, li parenti non so un cazzo!”

“Amò ma che te sei finita la bottija de prosecco che avemo lasciato ieri sera?”

“No, tu nun capisci, lo vedi che solo a vedĆ© tutti sti movimenti dentro casa s’ĆØ agitato?”

“EmbĆ© sta a giocĆ , lascialo fa porello!”

“Io parto prevenuto, se gioca co tutte ste palle, figuramoce co i parenti! ‘o sai come ĆØ fatto no? Te ricordi tre anni fa nonna?…. Si no, nonna sua, nonna nostra, la pora nonna l’ha fatta volĆ  co tutta la lasagna, noi all’ospedale de corsa e lui in clinica subito dopo che s’ĆØ magnato tutta la lasagna! Amò festeggiamo io e te! Dimoje che ce semo beccati er virus…”

“Tu si scemo, mi madre poi non mi parla più pe ‘n’anno!”

“Mejo meno agitazione pe Ettoruccio nostro amore della casa. Ettorù te piacciono le palle? TiĆØ pijate questa!”

“No scemo! Quella ĆØ de vetro me l’ha regalata lo zio de la Lapponia!”

“Oh me lo potevi di che Babbo Natale era tu zio!”

“Smettila, risolvemo sto problema!”

Ormai il nostro cervello si è incancrenito, chissà quanti di voi piacevolmente rinunciano ai cenoni perché hanno la scusa del bullo che ha paura dei botti, che non può agitarsi in mezzo alla gente, che in fondo da quando abbiamo questi bulldog, tutto quello che ci gira intorno, ha poco interesse, ma sì, perché con le feste la gente che viene e che va, modifica la loro routine e tu sei lì in tensione, hai paura possa rubare qualche pelliccia, oppure sporcare i pantaloni nuovi di zio, rubare un giocattolo ad un cuginetto. Cerchi di mediare in qualche modo, uno sforzo sovrumano.

“VabbĆØ quest’anno famo che vengono tutti qui a casa nostra in tuta, cucino io, tutte cose che devono ingoiĆ , che scottano, cosƬ almeno non le rifilano a Ettoruccio nostro.”

“Brava cosƬ me piaci! Ma senti un po’ de chi so tutti quei regali?”

“De Ettoruccio nostro ĆØ il primo a cui ho pensato!”

Ecco queste sono normalitĆ  per chi vive un bulldog, ma non lo dite a nessuno altrimenti ci prendono per pazzi!

W I BULLDOG

Veronica Cucco

Se ti ĆØ piaciuto condividilo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarĆ  pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto