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STORIA DI AMORE E DI FEDELTA’ DI UN BULLDOG INGLESE DI NOME GIOIA

Gioia era la bullina della nonna, quando nacque a casa di sua nipote Italia, la mamma bulla, addirittura la scansava, perché forse era la più piccolina e fragile dei cinque cuccioli nati. 

Gioia aveva già un’altra mamma, una mamma umana, lei la nonna. L’aveva scelta, aveva deciso che lei sarebbe diventata la sua bullmamma. La nonna aveva deciso di prenderla con se per sentirsi meno sola dopo la perdita del caro marito avvenuta poco prima.

Ben presto Gioia divenne la sua ombra, una convivenza meravigliosa.

Quando la sua bullmamma si allontanava, Gioia non mangiava. Capiva subito che qualcosa non andava. Sappiamo bene quanto soffrono la nostra assenza i nostri bulldog quando non ci siamo.

Un giorno la nonna è stata costretta a ricoverarsi, venne a prenderla un’autoambulanza, Gioia, racconta la nipote, non voleva che nessuno si avvicinasse all’auto. La nonna sentiva che il suo tempo sulla terra era giunto al termine. Dalla camera dell’ospedale supplicava la sua famiglia di non lasciare sola Gioia quando sarebbe volata in cielo, ma sua figlia e sua nipote Italia,  dovevano prenderla con se e curarla.

Il vero amore non ha tempo ed è eterno… 

Gioia viene portata in ospedale, quella sarà l’ultima volta in cui rivide la sua bullmamma.

Il 26 dicembre scorso la nonna si è spenta. Sua figlia ha deciso di prendere con se Gioia.

Il 29 dicembre la mamma di Italia tra le lacrime prende Gioia, l’abbraccia e le sussurra che la loro mamma non c’era più. Gioia, una bullina di 10 anni, capisce tutto, Gioia inizia a piangere e cercava con tutte le sue forze di raggiungere lo sgabuzzino. Nessuno delle due si spiegava il motivo.

Alle ore 14 dello stesso giorno Gioia si è lasciata morire…

Tratto da una storia vera e appena accaduta

Veronica Cucco

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FILASTROCCA DELLA LINGUA

La lingua del bulldog da tanti bacini,
allegra saltella e bacia i piccini,
si sveglia bagnata, è sempre affamata,
golosa festeggia la pappa arrivata.

E’ lunga, è rosa, è sempre gioiosa,
ama girare e toccare ogni cosa.

Curiosa la vedi è sempre in vedetta,
esce fuori ed è sempre perfetta.

La lingua del bulldog esprime magia,
avvicina la faccia e falla uscir via.

Veronica Cucco

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DEDICATO AL MIO BULLO

Giacomino Giacomino anche oggi hai corso come un bambino!

Ti sei stancato, accaldato e assetato,

sei tornato e ti sei sdraiato per riprendere fiato.

Ora dormi, russi e sogni dopo aver fatto tutti i bisogni.

Buona notte Giacomino,

usa pure il mio cuscino.

Veronica Cucco

 

 

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CHISSA’

Chissà cosa fai quando non ci sono

Chissà se dormi o mi aspetti dietro la porta accucciato sul tappeto

Chissà se pensi che ti abbia abbandonato

Chissà se provi a mangiare

Chissà se ti annoi

Chissà quanto sei triste

Hai scavato tra le coperte per trovare il mio odore, sono ancora caldi il cuscino e le lenzuola.

Chissà forse volevi in qualche modo avermi vicino.

Chissà se potrai mai perdonarmi per questo breve distacco.

Dalle tue feste penso proprio che per te non esiste odio, ma solo un grande cuore che soffre se mi allontano da te.

Veronica Cucco

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